allucinazioni tinta pastello
2 NOVEMBRE
Alice Tossica
Angelus Novus
Antimony & Lace
Black Tears Of Death
Blumfeld
Buio Omega
CART VIDEO
Cash & Culture
Chiudere Morini
Chordewa
Disorder Drama
Dissolvenze e pigmenti
El Pelandro
Emili Tv
Giglio Tigrato
In Questo Mondo di Squali
Intortetor
Komatose Shots
Les Films De Ma Vie
Liberation On Line
Luce In Tenebra
Macchina Soffice
Malibran
MASS PROD
Mental Health
Mistaken
Moly
Morgana & Eve
News On Stage
Percezione Distorta
Pink Film
Pop Killer
Posi Shots
Rest In Peace
Rotta di collisione
Soda Pop
Squillace
Sybil Slade
Torre di Babele
Vanessa The Butterly
visitato *loading* volte
Rosa acceso che sfuma nel verde smeraldo con epicentro di profondo ametista. Le ginocchia mi fanno ancora male. I segni di questo periodo natalizio mi si possono leggere sulla pelle. Il mio carattere compulsivo che alterna esasperato autocontrollo a totale permessivismo. Il freddo, il vento. Una abrasione che cambia colore ogni volta che la guardo. Dicembre come un triste avvicinarsi ad una piccola morte che bisogna affrontare con divertimento, anche quando non se ne ha voglia. Mi vizio in maniera ludica e infantile. La schiena che mi fa ancora male in tre punti. I movimenti resi più goffi e incerti dagli stravizi. Che anestetizzano i colpi, le ferite, del corpo e dell'anima. Guardo le mie ferite con piacere morboso e perverso. In fondo soddisfatto. Le evoluzioni cromatiche. Come in una performance artistica vivente sul mio corpo. Tre piccole ustioni da ossigeno sul braccio sinistro. Tasto l'evoluzione del dolore, per testarne l'intensità. Progressivo imbruttimento, che mi si legge sul viso.
Uccidi l'uomo, crea il dio. Da molto da pensare. Che la nostra civiltà si basi su fortissime incoerenze è un dato di fatto. Bacia i pezzi del cadavere che in vita è stato santo. Prostrati di fronte a chi è morto per te, per la salvezza della tua anima. Come se qualcuno lo avesse chiesto. Mangia il corpo del salvatore. Bevi il suo sangue. Componenti feticiste che eppure non riescono a rendermi tutto cio interessante. Il bambino è nato, ma vuole morire per noi. Strumenti di morte appesi ai colli, appesi sui muri. In casa mia non c'è neanche un crocifisso. La mia totale mancanza di educazione religiosa mi rende scettica a considerare la religione cattolica come monoteista. Riscontro la presenza di un po' troppe persone da adorare. Retaggi pagani. Santi come squadre di calcio per cui tifare. Antiche feste latine, come il dio Saturno festeggiato oggi, qualsiasi storico conviene che Gesù Cristo nacque i primi di Marzo, proprio come la persona che sta scrivendo in questo momento. Una delle figure più belle della storia dell'umanità, senz'ombra di dubbio. Se fosse nato fino alla prima metà del secolo scorso avrebbe passato l'intera esistenza in un ospedale psichiatrico. Se l'uomo a sofferto per l'uomo, l'uomo deve soffrire in nome del dio. Il peccato della gioia, della felicità, del piacere. Immolati sugli altari nei templi. Elemosinare perdoni. Fioretti per farsi perdonare di essere vivi. Acqua santa per sterilizzare i sensi. Debolezza. La debolezza non esiste. Ma non è un lusso per tutti riuscire a non credere.
Your mornings will be brighter
Break the lines
Tear up rules
Make the most of a million times no
"Hope", Bauhaus
E' qualcosa che mi sta abbastanza a cuore. Non è per un discorso buonista-comunista-no global contro le multinazionali. Ma per la politica che attuano. E perché ogni tanto bisognerebbe guardare oltre ai nostri personali crucci e pensare che avremo potuto nascere in situazioni ben peggiori. Ad esempio in un paese del terzo mondo sfruttato dai paesi occidentali o cavia da laboratorio.
Questo è il messaggio originale
"Alcuni prodotti in commercio appartengono a società che assumono comportamenti negativi in diversi ambiti.
-verso l'ambiente
-verso gli animali (allevamento in condizioni spregevoli o test di laboratorio)
-verso i lavoratori (licenziamenti senza giusta causa, atteggiamenti antisindacali)
-pagamento delle materie prime a livello di prezzo per mantenere i contadini del sud del mondo nella miseria, appropriazione di terre o pezzi di foresta a scapito dei contadini o delle popolazioni tribali, invio nel sud del mondo di rifiuti tossici e attività produttive impoverenti. In alcuni casi si sono verificati violenza fisica ed eliminazione dei diritti civili dei lavoratori o lo sfruttamento del lavoro minorile.
-finanziamento alla produzione di armi
-finanziamento ai regimi oppressivi
Ecco un elenco di alcuni di questi prodotti, alcuni dei quali hanno anche finanziato il presidente USA G.W. Bush e il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi.
CIBI VARI-Milka- Cote d'Or- Legeresse- Del Monte- Dole- Bouba- Bajella- Mareblu- Mato Mato- Mayonnaise- Simmental- Spuntì- Toblerone- Uncle Ben's- Fattorie Scaldasole- Gim- Invernizzi- Danone- Jocca- Kraft- Mozzary- Osella- Philadelphia- Susanna- Teddy- Bounty- Hag- Splendid- Caramba- Mars- M&M- Pringles- Snickers- Twix- Nestlè- Chiquita- Barilla- Cereal- Gatorade- Minute Maid- Tropicana
PRODOTTI PER LA PULIZIA DELLA CASA-Bounty- Actibel- Lotus- Scotch- Brite- Scottex- Scotonelle- Swifter- Tenderly- Tutto Panno Carta- Ace- Ajax- Ambi-pur- Glade- Anitra Wc- Ariel- Baleno- Bio Shout- Bolt- Dash- Dinamo- Fabuloso- Febreze- Lenor- Mastro Lindo- Milton- Mister Verde- Polin- Pronto- Soflan- Spic&Span- Viakal
INSETTICIDI- Dum Dum- Off!- Bloom- Baygon- Autan- Raid- Vapona
IGIENE PERSONALE- Johnson's- Badedas- Camay- Carefree- Clear&Clear- Clerasil- Demak'up- Douss Douss- Experience- Gilette- Glysolid- Head&Shoulder- Infasil- Lines- Keramine H- Kleenex- Neutrogena- Nidra- Oil Of Olaz- Palmolive- Pantene- L'Oreal- Garnier- Sanex- Tempo- Scottex- Wella
PROFUMI- Laura Biagiotti- Hugo Boss
DENTIFRICI- Oral B- AZ- Colgate
ABBIGLIAMENTO SPORTIVO- Nike- Adidas- Fila- Reebok"
Non è facile, chiunque ha molti di questi prodotti nelle proprie case e questa non è una colpa. Ma non è impossibile. E' molto difficile per chi non ha la possibilità di poter stare tutto il giorno solo a pensare il che comprare. Ma un piccolo sforzo si può fare. Chi è contrario a questo tipo di politica sa che l'unico modo per colpire le multinazionali è colpirle nel portafogli. E l'unico mezzo è il boicottaggio.
Come il sale che entra nelle ferite e non riesci a togliere dalle mani. Solo che fa più male. Molte volte ho pensato che l'attaccamento alla vita sia solo assuefazione. Trovarsi come nell'ultimo giorno, o forse il primo giorno. Quando anche l'ultimo appoggio è caduto. E ci si sente come camminare in una neve senza fine, ogni passo così profondo che sembra portare al centro della terra. Non so quante volte. Se ogni volta che ho perso la fiducia avessi avuto un risarcimento economico sarei molto ricca. Ed è questo che mi fa pensare che non sono i soldi quello di cui ho bisogno.
Take it easy, take it easy
Why can't you take it easy?
Run fast, run fast
Don't you realize that you
Have lost your breath
Lost your voice
Your head is falling down now
Put a chemical smile on your face,
But they won't love you anymore
Get undress to hide yourself
Don't you feel like an accorded guitar, turn A to B
Acetic acid can't be your blood
You're lost, can't turn black to blue
Lazeropaming bloody vivid dreams
Rolling down the road
Hear the voices screaming inside your head
Put a chemical smile on your face,
But they won't love you anymore
Concrete sniffing, turpentine drinking
I've tried everything to turn your excite on
Why are you feeling so, if your best moment were
When you were ready to die?
Put a chemical smile on your face,
And they won't love you anymore.
Non si può non rimanere commossi di fronte alla figura di Violetta Valery. La cortigiana dedita ai piaceri sterili e al divertimento effimero. La donna che soffre nel momento in cui scopre la natura profonda dei suoi sentimenti, perché la vita gliel'ha sempre negata. La donna umiliata per colpa del suo amore, che dal peccato la porta alla purezza. Che ritrovatasi sola e disperata, scopre una neonata fede universale, più umana che divina. Trova la forza di perdonare la persona, o forse le persone che le avevano fatto del male proprio perché lei aveva donato loro il cuore. Colei che muore, consumata dalla tisi, proprio quando una nuova vita, un riscatto, le si apre dinnanzi. Figura eterna, di eterna bellezza, commovente come i marmi che raffigurano gli infanti che non conosceranno mai la vita, morti quasi cent'anni fa, sepolti nel boschetto del cimitero di Staglieno. Posti sulla ripida strada che porta agli eroi romantici, soli e malinconici. Stupirsi della bontà. Forse solo una malattia curabile con una semplice aspirina. I fiorellini dipinti dall'amante di Proust. Semplici e scarni, in bella mostra sul tavolino del salotto. Serate fumose e soffocanti. In cui apparire è l'unica medicina per non pensare. Persone come animali domestici. da ammansuetire, educare, esporre, guardare. Per fortuna non ne ho bisogno. Giornate mai troppo piene, mai troppo vuote, in cui i miei oggetti dell'agire si riempono di polvere per colpa della mia lentezza di riflessi. Piazza Leopardi come Montmartre, rosso lacca cinese che colpisce l'immaginario e lo plagia. Passaggi surreali, da surreale silenzio a comica confusione. Ma sentire sempre e comunque il silenzio dentro. Giornate che proseguono con un tale incedere di bellezza e serenità che si ha paura di quale tremenda catastrofe possa succedere prima che arrivi la notte. Correre fino a Boccadasse prima che il sole tramonti solo per vedere se il mare c'è ancora. E nessuno me lo ha portato via.
DRUNKARD HOPE IN A ROCK'N'ROLL CATHARSIS
(Storia di un'educazione sentimentale)
Anni fa la compagna di banco della mia migliore amica comprò il primo della ormai famosa serie "One Shot '80". Diligentemente registrò i pezzi a lei più belli in una cassetta da 74 minuti della Coop che regalò alla mia amica. La quale portò con se il prezioso nastro nella stanzetta che dividevamo nella periferia sud-ovest di Londra. Io allora ero una piccola punk-grunge che indossava enormi t-shirt dei Sex Pistols, catene e calze a rete smagliate, citava Kurt Cobain come Vangelo e proprio sulle scarne canzoni dei Nirvana imparava i primi accordi di chitarra e i primi giri di basso. Per me la vacanza studio non aveva solo la funzione di perfezionare il mio inglese, ma era anche l'occasione per comprare vestiti, dischi, libri, qualsiasi cosa irreperibile nella mia città che potesse permettermi di esprimere la mia personalità divergente dal mainstream. Mentre nel mio lettore cd portatile risuonavano gli esordi di Screaming Trees, Babes In Toyland, Pevement e i preziosissimi bootleg dei Nirvana che mi renderebbero inutile l'acquisto del box set di imminente uscita, la mia amica attaccava all'adattatore di corrente il piccolo mangianastri in cui suonava la "cassetta anni '80". Come figlia degli anni '80 disprezzavo a priori il patrimonio culturale lasciato da quel decennio. Ma non potevo non sentirmi affascinata da quel mondo luccicante, sfarzoso ed edonista, forse proprio perché in contrasto con il sentire emotivo e catartico che cercavo nella musica. La vacanza continuò tra improvvisati e improvabili balletti (in camera, per strada, sulla metropolitana) su gli exploit ormonali di Samantha Fox e Deborah Harry, sul proto-industrial degli Human League, gli inni positivi come "Change Your Life", "This Is Love" e tutti i venti pezzi contenuti nella cassetta. Al ritorno pretesi una copia della compilation, colonna sonora dei ricordi della città che più amo al mondo, con la scusa di usarla per metterla alle feste (scusa palese, dal momento in cui non sopporto organizzare feste). Ma anche senza feste quella "cacca pop" su nastro TDK rappresentativa di un decennio me la ascoltavo eccome! Vincendo anche il mio astio che mi rendeva insopportabile qualsiasi suono di origine sintetica, ovvero non prodotto da chitarra-basso-batteria (Nine Inch Nails e Depeche Mode mi fecero poi capire quanto l'elettronica possa essere emotiva). Ma sul finire degli anni '90 la situazione musicale, almeno per me e i miei gusti, non era affatto rosea. Il nu-metal sembrava essere l'unica speranza per il rock e pure gli Smashing Pumpkins, uno dei gruppi che ho più adorato (e che continuo ad adorare) iniziava a dare dei segni di cedimento. Appartengo a quella fetta di mondo che pensa che il rock come noi lo concepiamo inizi e finisca con "Velvet Underground & Nico" e tutto il resto è solo variazione su tema. Ma due dei miei migliori pregi, la mia mente per sua natura analitico-filologica e la mia voglia di conoscere sempre cose nuove, mi spingevano ad andare nel passato a cercare i gruppi fondatori dei generi che amavo, ascoltavo e suonavo. Ed è così che ritorno agli anni '80. Ma non quegli anni '80 che conoscevo, quelli fatui che fuoriuscivano dall'autoradio della macchina dei miei genitori mentre mi portavano all'asilo. Ma gli anni '80 di Sonic Youth, Pixies, Husker-du, Black Flag. Gruppi capaci di farmi dimenticare qualsiasi altro cd posseduto. Ormai i miei compagni di liceo non mi chiedevano più di prestare loro il mio walkman durante le ore di ornato! Passavo il mio tempo libero leggendo libri sui miei gruppi preferiti, navigando su internet per trovare monografie, interviste in cui i miei artisti prediletti svelassero i loro idoli. Giravo tutti i negozi di Genova, quando ero a Milano dai miei parenti scappavo alle Messaggerie Musicali e da Virgin, mi facevo spedire cataloghi via posta, mettevo da parte i soldi per un altro viaggio a Londra. Fu un'intervista a Billy Corgan a svelarmi ancora nuovi mondi diversi dall'indie alternativo. Altri suoni per altre espressioni della mia personalità. Nello shoegazing trovai il mio lato più etereo (ascoltavo My Bloody Valentine da molto tempo quando casulmente scoprii questo termine) e nella musica dark quell'emotività che amavo, molto vicina al grunge, ma esposta in canoni stilistici ed estetici assai differenti, forse ancora più vicini al mio modo di sentire. E' un genere che ho scoperto e imparato ad amare in maniera graduale. Fortunatamente partendo dai gruppi più vicini a quello che ascoltavo, primi Siouxie & the Banshees e Bauhaus. I Joy Division mi fecero provare le stesse emozioni che avevo provato con i Nirvana, forse di più. Più universalità e purificazione. Che chiunque può provare, che chiunque può aver vissuto. Oppure stavo solo crescendo e la mia capacità di provare emozioni diminuiva ogni giorno. Nei Cure la più totale maestria nel trattare la materia pop. A volte mi sembra di avere gli stessi toni e le stesse atmosfere delle canzoni dei Cure. E se dovessi essere una loro canzone in particolare sarei "In Between Days". E ora? Forse aver creduto almeno nella musica mi ha salvato in alcuni momenti dal più sconfortante nichilismo. Oggi trovare al di fuori della mia camera e del mio walkman quello che avevo faticosamente cercato è estremamente più facile. Perchè all'inizio di questo millennio che non promette nulla di buono (e nuovo) si ricicla tutto, anche quello che fino a ieri si guardava con divertito disprezzo. Non ho interesse nel sapere quale sarà il futuro dei miei ascolti, cosa potrà piacermi in futuro. Ne il futuro della musica. Penso che a nessuno interessi sapere quale sarà il futuro di qualsiasi cosa. La ormai consumata cassettina anni '80, però, torna spesso nel mio stereo. Forse sono solo una vecchia dandy che tenta di rimanere aggrappata alle sue magliette di gruppi, spilline, toppe, polsini, portachiavi, perché simbolo di una giovinezza che ha ancora poco tempo per essere ostentata, giocando a fare la ragazzina fino a quando la carta d'identità me lo potrà permettere. Togliendo lo smalto nero dalle unghie e la spillina con su scritto "punk is not dead" dalla borsa, prima di andare a lavorare.
Tramonto
Nonostante il cielo non sia dei più limpidi, dalla finestra di camera mia si riesce ad intaverere la Francia. le nuvole oscure che qua promettono solo altra pioggia si diradano ad ovest con la luce aranciata del tardo pomeriggio. Gli aerei volano ormai bassi, affrontando con fatica il forte vento di questa città, ma ormai prossimi alla loro destinazione. Difficilmente trovo il tempo di fermarmi di fronte alla finestra per osservare quello che posso vedere, ma in questa giornata di febbricitante pigrizia me lo posso permettere. Accompagnata dal posacenere gia pieno in una mano e una sigaretta ancora da accendere nell'altra, mi sporgo a guardare la linea dell'orizzonte di un mare celeste con a specchio nuvole dello stesso colore, la verde piccola vallata con i suoi giardini, le ville, le alte palme, fino alle spiagge, i tetti delle case, i campanili delle chiese. Assorta con la mente che segue fisici voli di gabbiani resi dorati dai riflessi del tramonto, all'improvviso una neve secca e grigia oscura la mia vista tra i rumori sordi della strada e le urla dei passanti: mi è caduto il posacenere.
Permettetemi un momento di buonismo e impegno sociale
I feel bad, and I've felt worse
I'm a creep, yeha, I'm a jerk
Come on, touch me I'm sick
I won't live long, and I'm full of rot
Gonna give you, girl, everything I got
Come on baby, now come with me
If you don't come, you'll die alone
I'm diseaded, I don't mind
I'll make you love me, 'till the day you die
Come on, touch me I'm sick
Come on, Fuck me I'm sick
Mudhoney, "Touch Me I'm Sick", 1988
Forse la prima e forse la più bella canzone sull'immunodeficienza acquisita in onore della giornata mondiale per la lotta all'Aids