Baby Magic Trauma

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martedì, 31 maggio 2005

Con il caldo tende anche ad abbassarsi il quoziente intellettivo dei lavori richiesti e i giorni lavorativi della passata settimana sono stati impegnati a testimoniare la sofferente arsura dei cittadini e i culi ancora pallidi dei gaudenti bagnanti a Boccadasse. Non bastato il domenicale sanatorio nerviese a Villa Grimaldi (the Villa Grimaldi's Experience) per placare l'insistente dolore al capo, mi ricordo che il porticciolo più bello del mondo, dopotutto, dista solo dieci minuti di passo veloce in discesa dall'uscio di casa mia. L'ultimo bagno in mare l'avevo fatto il Ferragosto di due anni fa, a Manarola, nelle Cinque Terre, quasi allo scoccare della mezzanotte con un doppio happy hour dentro lo stomaco. E negli ultimi sei anni i bagni di sole si sono contati sulle dita delle mie mani. Arrivo a Boccadasse dopo aver tagliato a piedi la Valletta, ricoperta di protezione 60 a schermo totale come un Sofficino appena uscito dalla padella e la colazione perfettamente digerita. Niente orologio, telefono e portafoglio. L'esistenza del tempo è segnata solo dalle campane della chiesa di Sant'Antonio. Il mare è pulito come non lo ho mai visto, per otto anni della mia vita ho passato quasi tutti i pomeriggi nel piccolo paradiso imparando a saltellare sugli scogli come un perfetto stambecco albarino sempre ricoprendomi di petrolio viso mani e macchiando indelebilmente i vestiti. La flora marina è rigogliosa, entro in acqua. Fredda ma piacevole, ma preferirei avere delle scarpe perché gli scogli mi rendono impossibile camminare in acqua, finchè inevitabilmente scivolo. ma era quello che volevo. Dopotutto! Nuoto, ma guardare il fondale così limpido mi disturba e inquieta e mi ricordo il perché da bambina strappassi i servizi di Jaques Cousteau dalle pagine di Topolino. Ogni forma che non riesco a riconoscere mi sembra un cadavere. Inizio a capire la mia infedeltà nei confronti del mare. Dopo aver preso confidenza con la massa acquatica deciso di portarmi fino al largo, ma il largo non esiste a Boccadasse, così decido di rimanere a mollo. Cercando di nascondere gli occhi al sole, segue le onde quasi immobili. All'improvviso un pizzicorio diffuso che dalle gambe si diffonde a tutto il corpo inizia ad irritarmi. Infatti è mezzogiorno e tutti i pesci di Boccadasse hanno deciso che io sarei stata il loro pranzo. Non molto contenta del banchetto che quei prodotti ittici stavano facendo su di me scappo. Diciamo che ho capito perchè sono sei anni che non vado al mare. Il pomeriggio totalmente addormentata, sono riuscita appena a giuntare immagini di stacco per il semplice motivo che erano immagini di buona qualità (e non mi ero neanche accorta che erano mie). Appetito inesistente alla sera, pallore ancora più esasperato del solito e alla sera ero così stanca da non riuscire neanche ad uscire da casa per il cineforum sulla pazzia che era segnato nella mia agenda da quasi un mese. Insomma, morale della favola, quando mi vengono malsane idee come quella di andare al mare, trattenetemi!


Postato da: des.esseintes a 16:27 | link | commenti (10)

lunedì, 30 maggio 2005

Dopo l'invito di Jaryg, il compito è servito!

VOLUMI DI FILES MUSICALI NEL MIO COMPUTER

Non c'ero e se c'ero dormivo... abbiate pietà di una povera ignorante!

ULTIMO DISCO COMPRATO

Tra le uscite recenti l'ultimo entrato nella mia mensola dovrebbe essere "With Teeth" dei Nine Inch Nails.

CANZONE CHE ASCOLTI IN QUESTO MOMENTO

La sigla dei Simpson! Mi è andata bene! Televisore acceso al momento giusto!

CINQUE CANZONI DELLA VITA E/O DI QUESTI TEMPI

The Beatles "I Feel Fine": la scelta del gruppo più amato della storia della musica e il più ascoltato dalla sottoscritta sin dai tempi della villeggiatura nell'utero materno può sembrare banale, ma il ripetuto ascolto dell'intero repertorio dei Fab4 ultimamente sembra l'unica cosa capace di far scappare l'insistente depressione degli ultimi tempi. Avrei potuto scegliere "Across The Universe", mia canzone preferita di tutti i tempi da sempre o "A Day In The Life", che considero la migliore della loro produzione, ma sarebbe stato volersi fare del male! "I Feel Fine" contiene il primo feedback della storia, e i feedback sono stati la mia ossessione per molto tempo.

Smashing Pumpkins "Thru The Eyes Of Ruby": spesso bollata di banalità, è una canzone sempre capace di emozionarmi. Un commovente inizio di pianoforte introduce chitarre padrone del climax chepassano da atmosfere dolci e sognanti violenti ritorni alla realtà. Quasi shackespeariano il testo, profondo, pieno di romanticismo senza sbavature e sensibilità unica. Sette minuti di puro sentimento.

T.Rex "Metal Guru": ragioni molto simili a quelle che mi hanno fatto scegliere i Beatles.

Blut Engel "Die With You": love song gotica nella migliore tradizione. Eros e thantanos che si uniscono nella paranoia e nell'ossessione. Melodia al limite dall'essere piacevole e ruffiana che ne ammorbidisce la cupezza. E l'accento teutonico di Christian Pohl è eccezzionale!

Belly "Super-connected": la voce di Tanya Donelly è una delle più belle voci femminili degli anni '90. E questa canzone si tiene ad un livello di trascinante malinconia mai completamente espressa che la rende ancora più ansiosa ed evocativa. Per me rappresenta l'inizio della (mia) fine. E in maniera masochisticamente autocompiaciuta, adoro ricordarmelo spesso.

Ora passo il testimone e lascio che ad aggiungere nuove perle a questa catena siano Mutewinter, Honivas, Sybil Slade, Furious_g e 2 Novembre


Postato da: des.esseintes a 14:29 | link | commenti (9)

domenica, 29 maggio 2005

La Missione

"compiti prioritari: garantire la libertà, il pluralismo, l'obiettività, la completezza, l'imparzialità e la correttezza dell'informazione; favorire la crescita civile ed il progresso sociale; promuovere la cultura, l'istruzione e la lingua italiana"

Il Conflitto

"Devono essere sempre evitate situazioni nello svolgimento delle attività, in cui i soggetti coinvolti in qualsivoglia operazione aziendale siano in conflitto di interesse. Con ciò si intende il caso in cui un Esponente Aziendale o Collaboratore persegua un interesse diverso dalla missione."

Le Umane Risorse

"Le risorse umane rappresentano una componente indispensabile per l'esistenza, lo sviluppo e il successo di un'impresa."

"Nel corso dell'attività lavorativae nei luoghi di lavoro verranno reputate consapevoli assunzioni del rischio di pregiudizio di tale situazione ambientale, le seguenti circostanze, anche se realizzate in via occasionale (...)"

Chi mi sa indirizzare in una scuola in cui insegnino a vendere aria?


Postato da: des.esseintes a 22:06 | link | commenti (8)

mercoledì, 25 maggio 2005

Jerry Lewis è da rivalutare....

    ...ma Battisti proprio non lo riesco a sopportare....


Postato da: des.esseintes a 22:42 | link | commenti (22)

domenica, 22 maggio 2005

Ultimamente i fogli del mio taccuino sono pieni di appunti che mi ricordano gli inizi dei capitoli de "Il Diario di Bridget Jones". Conteggio di sigarette, unità alcoliche e affini. Non è presente il famoso conteggio delle calorie, per fortuna. Non ho il problema del peso in comune con la single londinese più famosa al mondo. In realtà l'altro giorno allo specchio ho visto una linea retta a sostituire quella curva dei fianchi e la cosa non mi è piaciuta. Ma dispiaciuta molto meno di quando desideravo il contrario. Sono ormai giorni che le mie inalazioni tossiche sono di numero minore alla decina quotidiana. Dei super alcolici non ricordo quasi più il gusto e dopo la seconda birra inizio a singhiozzare. In realtà è un classico caso di eterno ritorno. Qualcosa di ricorrente nella mia vita. Dopo un periodo un po' frustrante l'energia si è rivolta positivamente. Ovviamente, come qualsiasi eterno ritorno che si rispetti, mi aspetto che mi mi capiti il peggio, qualcosa di terribile. Solo per ricordarmi che la mia vera essenza è come un pugnale che si muove controvento. Anche quando cerco di impugnarlo nel modo corretto.


Postato da: des.esseintes a 22:32 | link | commenti (20)

lunedì, 16 maggio 2005

London Kills

Rise & shine

"Così restai lì seduto, nel cuore di quella vecchia città che adoravo, e che stava a sua volta in fondo ad una piccola isola. Ero circondato da persone che amavo e mi sentivo insieme felice e triste. Pensavo a che casino era stata la vita finora, e che non sarebbe andata sempre così."

Hanif Kureishi, "Il Budda delle periferie"

La corsa dalla pista dell'aereoporto, con i motori dell'aereo da cui sono appena scesa, fino al check in spero che cancelli ogni traccia di italica fretta. Convertendomi alla tipica flemma britannica che tanto mi è congeniale. Ma il tempo è contato questa volta e ogni volta che ci si sofferma a pensarci sta già scorrendo. Per consumarsi consumando fino all'osso l'energia di una città non ci si può coccolare con la flemma. Purtroppo. Su e giù sull'incandescente metropolitana e sul piano alto dei bus. Che uccidono, perché il tempo è poco pure per abituarsi alla guida a sinistra. Ma ci si coccola gli occhi con Dali, Picasso, Chagall e poi Monet e tanti altri che non conoscevo o forse non ricordavo. Che illuminati dalla luce riflessa dal Tamigi sembrano dipinti da artisti che non conoscono. Dicono che Londra cambi. Ma mi cambiò già, tante volte. E nel mio ciclico eterno ritorno di alternarsi di personalità non so quale personalità rifletterò in questo momento e in questo luogo. E non so neanche come aiutarla e perfezionarla. Ma gli occhi cerchiati di disinfettante nero si sciolgono nel centro inquinato e nei fumosi pub e club a cui non ero più abituata. Le foto scattate sono tra le più brutte mai fatte in vita mia. Ad una settimana precisa le medicine dai prezzi imbarazzantemente bassi sono finite, ma il raffreddore e la tosse non sono ancora passate. Forse l'acquazzone del tardo pomeriggio in una Piccadilly Circus completamente vuota, guardando come in trance le pubblicità d'epoca animate della coca cola potevo risparmiarmelo. Ma quella sensazione forse non la dimenticherò mai.


Postato da: des.esseintes a 22:07 | link | commenti (12)

mercoledì, 04 maggio 2005

Hear the recording twice

Il suono registrato in lingua inglese che mi capita più spesso di sentire ultimamente. Da domani non lo sentirò più ma ne sentirò altri. Per soli quattro giorni però. Tra diciassette ore circa sarà atterrata e come di tradizione ormai da anni andrò subito al Whistle Stop (si, come quello di "Pomodori Verdi Fritti") a prendere una porzione di sushi e una Doc Pepper e mi adagerò ad aspettare il pullman per il centro leggendo Vanity Fair appena acquistato da W&M. Nel frattempo, faccio i migliori auguri a tutti coloro che passano su questo blog!


Postato da: des.esseintes a 20:33 | link | commenti (13)

martedì, 03 maggio 2005

Mi è sembrato suscitare grande interesse in alcuni post precedenti la gioia dell'andare al cinema da soli. Io, per qunto non sempre disdegni la compagnia al cinema, appartengo a quella categoria di persone che decide di andare al cinema non più di trenta minuti prima dell'inizio dello spettacolo godendosi nella maggior parte dei casi i titoli di testa in piedi in fondo sala quindi conosco l'argomento

-non dover obbligare gli amici che abitano in zone lontane dalle proprie (nel mio caso quasi tutti) a preferire sale periferiche simil-parrocchiali che sembrano uscite da qualche film neorealista, se non minuscoli ex teatrini in stile liberty situati in altri comuni -tutti dai sedili scomodi e senza aria condizionata-perché "sono più caratteristici e carini" al posto delle moderne multisale che "sono così tristi".

-non dover litigare sul film da scegliere. Ovvero non obbligare nessuno a sorbirsi noiosi film da intellettuale di sinistra o avanguardie orientali oppure arrivare all'appuntamento e scoprire che il film scelto è un horror e chiderti nella testa "perché oggi non ho la febbre?"

-non dover tenere conto della pazienza di nessuno in caso di ritardo, non dover tenere conto dei ritardi degli altri

-nel caso di essere riusciti a convincere l'amico-vittima a seguire i tuoi gusti: doversi sorbire per tutta la durata del film "che palle, che cazzata" come voce fuori campo. O addirittura sentirsi chiedere rimborsato il prezzo del biglietto.

-a proposito di voci fuori campo, il non dover odere "che fico/a, che bello/a, quanto me lo/a farei, ma lo/a vedi, mio Dio!" a proposito dell'attore/attrice protagonista. Di solito è quello che anche l'interlocutore pensa, ma con un po' di buon gusto la si può far rimanere una dolce fantasia mentale senza apparire un'adolescente fuori età.

-non doversi trattenere dal mangiare tutti i pop corn e bere tutte le bibite del vicino/a di posto che gentilmente ti offre e tu, ovviamente, approfitti (ovvio, il bastardo/a ti ha portato a vedere una boiata e tu ti devi vendicare in qualche modo). Proponendo la stessa situazione all'opposto (che è peggiore): vedere tutti i tuoi pop corn e la tua bibita svanire dietro le temibili mandibole dell'accompagnatore/trice che non ha voluto prendere nessun nutrimento per accompagnare il film perché "sono a dieta". A dieta non vuole mettre il suo portafogli più che altro.

-Quando l'accompagnatore di turno, di cui non avresti mai sospettato alcun interesse nei tuoi confronti, preso dal rassicurante buio e magari ispirato da qualche scena appassionata contemporaneamente proiettata sullo schermo si lascia andare ad avances tattili di goffo e pessimo gusto. Per non rovinargli il resto della proiezione gli spieghi gentilmente che il film lo hai pagato e lo vuoi vedere e che una sala pubblica ti mette in imbarazzo. All'uscita gli spieghi che non te lo faresti neanche chiusi in un bunker in cui non c'è manco un mazzo di carte  per passare il tempo. In caso contrario, si può anche continuare l'opera in macchina.

-qulsiasi frase e commento inutile come: (i giustificabili) "che altri film ha fatto 'sto attore/regista?", "quello/a lo ho gia visto", "domani vado ad affittarmi l'intera filmografia",, (gli ingiustificabili)"che bello quel vestito, sembra quello che indossava la zia alla cresima di tuo cugino", "accidenti che stronzo quello, si comporta proprio come ha fatto, ti ricordi, il marito di quella mia collega con cui lavoravo tre anni fa", "che bella quella pettinatura, dovresti provarla, penso che starebbe bene anche a  te", "ma lo sai che a quell'attrice ci assomigli un casino, dovresti truccarti come lei. Se le assomigli donerà anche a te e poi magari ti fermano per strada per l'autografo", "ecco, devo riarredare il salotto, una soluzione del genere sarebbe perfetta. Tu che sai tutto, sai chi fa l'arredatore per 'sto film?", etc.....

Secondo me basterebbe riguardarsi la scena della coda al cinema in "Io & Annie", ma mi sa che già così da domani nessuno mi chiamerà più per andare al cinema....


Postato da: des.esseintes a 23:09 | link | commenti (11)

 

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