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giovedì, 29 settembre 2005

Aria nuova dalla finestra, non ho mai visto questo posto prima... non lo ho visto mille volte. Ci torno ciclicamente, l'eterno ritorno. La ricerca di novità è inutile, nulla può essere nuovo. Abbronzarsi, viaggiare sul treno senza pagare, dipingere con gli smalti, sedurre la compagna di banco. Le novità ritornano e forse sono nuove. Sono nuove grazie ad altre facce, altri luovi, diverse date sul calendario. ma nulla è nuovo solo torna. La serenità da sempre mi crea disturbi psicosomatici, macchie rosse che mi imbrattano il viso. L'eccezione di tutte le regole sono io. Ogni giorno gente muore, è gente nuova, ma muore sempre. ogni giorno gente nesce, è gente nuova, ma nasce sempre. Ogni caduta mi riporta a tutti gli sbagli della mia vita, ma non voglio che i ricordi mi blocchino. Urge lobotomia, ma mi sto attrezzando con i soli mezzi che ho. I pensieri.


Postato da: des.esseintes a 19:43 | link | commenti (8)

giovedì, 22 settembre 2005

A twist in the tale...- a volte basta il tempo di tornare a casa che tutte le idee che volevi scrivere durante il viaggio sono svanite... forse domani torneranno. Fore serve solo un altro percorso di quaranta minuti.


Postato da: des.esseintes a 21:28 | link | commenti (2)

lunedì, 19 settembre 2005

Dato che non mi sembra di aver visto la notizia diffusa da alcun mezzo d'informazione, mi permetto di diffonderla io. Vaticano/ Ratzinger chiede l'immunità a Bush come capo di stato in un processo per pedofilia Mercoledí 17.08.2005 17:50 Mentre la GMG a Colonia entra nel vivo, qualche nuvole si addensa minacciosa sul capo di Papa Ratzinger: l'associazione radicale Anticlericale.net ha organizzato una conferenza stampa, presso la sede del Partito Radicale per fare il punto sullo stato del processo in corso negli Stati Uniti che vede coinvolto in prima persona Joseph Ratzinger. Il Papa è imputato per fatti legati allo scandalo dei preti pedofili, che hanno avuto luogo quando ricopriva l'incarico di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. In quanto "capo di stato in carica", l'attuale Papa Benedetto XVI, ha avanzato richiesta formale d'immunità al Presidente degli Stati Uniti, che non ha ancora reso nota la sua decisione. Alla conferenza stampa hanno partecipato l'avvocato David Shea, avvocato di Houston che ha denunciato in sede civile il cardinale Joseph Ratzinger davanti alla Corte distrettuale del sud del Texas per la copertura data ai membri del clero responsabili di abusi sessuali soprattutto su minori, Maurizio Turco, Segretario di Anticlericale.net (e-club radicale non violento) ed ex deputato, Daniele Capezzone, Segretario di Radicali Italiani, Marco Cappato, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni e Rita Bernardini, Tesoriera di Radicali Italiani. A Maurizio Turco Affari ha chiesto che cosa sta succedendo. Ecco l'intervista Dal Texas giunge notizia dell'iscrizione di Papa Ratzinger nel registro degli indagati in un processo per pedofilia. Come sono andati i fatti? "Questo è un caso in sede civile in cui è stato denunciato Ratzinger per una lettera del 2001 nella quale ribadiva il contenuto della Instructio de modo procedendi in causis sollicitationis del 1962... (documento inviato a tutti i vescovi e desecretato di recente, in cui il Vaticano ordinava che un minore qualora avesse dichiarato al suo vescovo di un abuso sessuale da parte di un sacerdote avrebbe dovuto giurare il segreto perpetuo, sotto eventuale pena di scomunica. Ed eventuali documenti comprovanti scandali di questo genere commessi da sacerdoti avrebbero dovuto essere tenuto in un archivio segreto, N.d.R.) La Instructio è opera di Giovanni XXII, vero? "Sì. Diciamo del Cardinale Ottaviani, per mettere le cose in chiaro, così come la lettera del 2001 (lettera confidenziale che l'allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Joseph Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI, ribadiva il diritto della Chiesa non solo di rivendicare a sé la competenza giurisdizionale nei casi di abusi su minori da parte di esponenti religiosi, ma di svolgere le indagini e conservare le prove acquisite nel più assoluto segreto, fino al decorrere di dieci anni dal compimento della maggiore età della vittima. "Casi di questo tipo - conclude la lettera - sono soggetti al segreto pontificio", N.d.R.) non è di Giovanni Paolo II, ma di Ratzinger. A detta di Daniel Shea, l'avvocato che oltretutto è teologo, ex seminarista, e che ha conoscenze interne alla struttura, ritiene che Ratzinger in quel momento abbia agito al di fuori dei poteri propri del Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede per innalzare i tempi della prescrizione. In questo modo ha impedito alla giurisdizione americana di intervenire in sede penale: difatti, tutti questi processi sono in sede civile perché sono andati in prescrizione i tempi dell'azione penale, e questa lettera del 2001, in pieno caos americano, ha spostato avanti - da 16 a 18 di due anni - l'età in cui per la Chiesa Cattolica si diventa maggiorenni anche negli Stati Uniti, e prolungato i termini per la prescrizione da 5 a 10 anni, guadagnando vantaggio sui termini della prescrizione in uso negli States. Per questo Ratzinger è stato denunciato come "individuo", non come Prefetto, ma come individuo per aver dato quelle disposizioni, e in quanto tale nel processo vi è rappresentato. C'è insomma un imputato che si chiama Joseph Ratzinger e che è presente davanti alla giustizia americana a titolo individuale". E quindi? "Questa cosa non è stata contestata dal Vaticano, che ha solo dichiarato che avrebbe chiesto l'immunità diplomatica per il Papa in quanto Capo di Stato. Ma c'è da sottolineare che al momento in cui è stato commesso il reato Ratzinger non era capo di stato, c'è da sottolineare che è stato denunciato a titolo individuale, non come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e comunque il giudice ha accettato questo stop chiesto dagli avvocati di Ratzinger per la richiesta dell'immunità, ma chiedendo loro un "rapporto" mensile sull'avanzamento dei lavori. Nel senso che l'immunità al capo di stato in America può essere concessa solo dal Presidente. E' Bush che deve dire al magistrato: 'Fermi tutti, il signor Ratzinger gode dell'immunità in quanto Capo di Stato'. Già per due volte - sono passati circa 75 giorni - Bush non ha risposto a questa richiesta. A fine Agosto ci sarà un'altra udienza nella quale gli avvocati di Ratzinger dovranno presentare il terzo rapporto mensile, e in quella sede l'avvocato Shea chiederà che si proceda comunque, visto che la pendenza del parere di Bush non è indispensabile, si può comunque procedere". Dunque si è fermi a livello procedurale? "E' tutta una questione aperta, ma il dato di fatto è che nel silenzio, da sei mesi, Ratzinger si trova iscritto come, diciamo così, imputato in un processo civile negli Stati Uniti". Se il Papa dovesse essere condannato, che cosa accadrebbe? "E' un processo civile, non è penale." E finora che richieste di risarcimento sono state avanzate? "Su questo processo nessuna. Intanto è stato accertato e accettato dal giudice che ci possa essere richiesta di risarcimento nei suoi confronti. Ancora alla fase della richiesta dei risarcimenti non ci siamo arrivati, siamo nella fase della 'costituzione' dell'imputato per iniziare il processo. Che in quanto civile ha un altro significato, chiaramente: anche noi, dovendo chiedere qualcosa non chiederemmo di arrestare Ratzinger, questo è chiaro. Sicuramente, come cose urgentissime chiediamo il ritiro di queste disposizioni e la trasparenza su quello che è accaduto perché, ricordiamoci, quei 4.000 preti riconosciuti dalla Conferenza episcopale americana come colpevoli di aver commesso delle violenze sessuali soprattutto nei confronti di minorenni sono 4.000 che siedono sui banchi della giustizia civile". Cioè? "In altre parole, non c'è stato un prete denunciato dalle autorità ecclesiastiche alla giustizia civile, hanno praticamente preso quello che è stato già accertato e l'hanno dato come buono senza dire però qual è stata l'attività a partire dal '62, tutti i dossier che loro hanno e che ancora non sono di dominio pubblico. Quindi noi vorremmo un po' di trasparenza su questo sapendo comunque che, a prescindere da questi documenti la causa prima delle deviazioni e sofferenze sessuali è la sessuofobia, la politica vaticana sul sesso". Quindi voi chiedete anche una revisione della morale sessuale cattolica? "La denunciamo questa politica. Così come denunciamo la politica proibizionista perché arricchisce i narcotrafficanti, la politica sessuofobica è causa di disastri e non di felicità. Noi pensiamo che la risposta sia libertà sessuale e di coscienza, libertà dell'individuo". Antonino D'Anna


Postato da: des.esseintes a 20:34 | link | commenti (4)

domenica, 11 settembre 2005

Un post come questo in questa data è scomodamente d'obbligo. Viste le emozioni che ha suscitato alle persone a cui lo ho letto, riciclo quello che ho scritto ieri su http://www.blogfriends.splinder.com Non potrò mai dimenticare quel giorno. La mia innocenza politica già era svanita poco più di un mese prima, durante il G8 genovese, ma 11/9 capii che tutto quello a cui eravamo abituati da quel momento cessava per sempre. Avevo 19 anni. Quella mattina ero andata ad iscrivermi all'università, facoltà di lettere e filosofia. Indossavo una maglietta dei Sonic Youth, gruppo newyorkese, con l'immagine della skyline di New York sul davanti. La mia foto nel libretto universitario me lo ricorda sempre. Tornata a casa per pranzo, mi stavo preparando a uscire di nuovo. Con i miei amici avevamo organizzato di andare a vedere una mostra di Mirò all'Accademia Ligustica di Belle Arti. Stavo per riindossare quella maglietta, con la skyline di New York, tolta per mangiare, che mia nonna mi chiama dalla cucina "Vieni a vedere, sta succedendo qualcosa di strano in America!" Corro verso la cucina. L'immagine del televisore restituiva in differita lo schianto del secondo aereo. Presi il cellulare, telefonai ai miei amici "Non posso uscire oggi, è successo qualcosa e non posso uscire" Non riuscivo neanche a descrivere quello che stavo osservando nel video. Se avessi detto che erano cadute le torri gemelle, chiunque non fosse stato in contatto con un televisore o una radio e quindi non ancora informato, mi avrebbe preso per pazza. O una grandissima inventrice di scuse. Così io e mia nonna ci sedemmo di fronte alla tv, ci accendemmo una sigaretta e non ci staccammo da li fino alle tre del mattino. In quelle ore, di telefonate incredule, dirette tv, internet che saltava, ipotesi, immaginai subito un futuro di guerre. Di violenza senza senso. Vicino a me vedevo mia nonna, anno di nascita 1925, che la guerra la aveva vista e vissuta. Mi chiedevo se anche a me sarebbe successo lo stesso. Nel mio salotto c'era una foto di mio nonno, navigante, nella baia di Manhattan alla fine degli anni '60. Allora le torri non erano ancora state costruite. La guardai molto quella foto quel giorno "ora è di nuovo così" pensavo. Forse solo il profilo notturno controluce di Manhattan. Tutto il resto è cambiato.


Postato da: des.esseintes a 20:56 | link | commenti (6)

venerdì, 09 settembre 2005

Accidenti. Quanto tempo latitante da questo spazio. Quasi un mese, volato senza neanche accorgermene. Qualche computer saltuariamente rotto, la distanza tra la mia camera da letto e lo studio che a volte sembra insormontabile, l'ossessione per l'ordine e la pulizia, i telefilms di Sky, gli occhi che bruciano per un'inizio di autunno in anticipo. Forse questo mi ha tenuto lontano dal mio blog. Settembre è un po' il secondo Capodanno dell'anno. Per quasi tutti l'unico vero fine/inizio di qualcosa. Forse anche per me. Ma non posso espormi. Un'intera vita a fare nobili progetti senza mai mantenerli quindi è meglio che stia zitta. Per chi non lo sapesse in Irlanda è andata benissimo. Ho visto posti e genti semplicemente meravigliosi. Ho bevuto litri di buonissimo sidro, mangiato ipercaloriche e iperproteiche colazioni, ho allenato il mio sguardo iconico, mi sono divertita a trovare un'improvabile origine latina nel gaelico. Dublino, Galway, le isole Aran e le Cliffes of Mohehr sono ancora immagino vive nei miei occhi, sulle foto sul tavolino del salotto, nei nastri mini dv attaccati al televisore. Questa mattina arrivando in ufficio mi sembrava di vivere l'Apocalisse. Il diluvio dava allla strada un'aspetto irreale, pulito, in sospeso. L'ufficio deserto e buio, il commutatore del mixer lasciato acceso con i suoi suoni inquietanti. Ma centinaio di fotocopie da fare mi hanno distratto dall'atmosfera. Una mia scoperta recente è che quando una fotocopiatrice viene fatta lavorare per ore inizia ad emanare uno strano odore, molto simile alla puzza di urina di gatto nei vicoli. Per farla scemare mi stacco, tanto sono a buon punto, e mi attacco al computer. Ora è spuntato il sole.


Postato da: des.esseintes a 10:51 | link | commenti (4)

 

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